Italia: un paese longevo. Ma siamo pronti per la prevenzione?
Secondo l’EUROSTAT, l’Italia detiene il primato dell’età mediana più alta nell’Unione Europea: 48 anni, ben sopra quella UE di 44,4 anni. Inoltre, il nostro Paese registra uno dei rapporti più elevati tra over 65 e persone in età lavorativa più giovani (15-64 anni), con un indice del 37,5%, evidenziando un invecchiamento demografico sempre più marcato. Peraltro, l’aspettativa di vita nel nostro Paese aumenta sempre di più ed è una buona notizia.
Dal 2012 al 2022, l’età mediana in Italia è aumentata di 4 anni, una delle crescite più alte in Europa, insieme a Portogallo, Spagna e Grecia. Questo fenomeno solleva una questione cruciale: vivere più a lungo non significa vivere meglio.
Tuttavia, non basta vivere più a lungo: bisogna vivere meglio. Infatti, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie non trasmissibili (NCD) rappresentano il 90% dei decessi in Europa, con le sole malattie cardiovascolari responsabili del 43% dei decessi. Ancora più preoccupante è che il 23% di questi decessi avviene prima dei 70 anni.
Longevità e prevenzione: Cosa puoi fare tu?
L’OMS sottolinea che una quota significativa di queste patologie è prevenibile attraverso il controllo di quattro principali fattori di rischio comportamentali:
- Consumo di tabacco: il fumo è uno dei principali contributori alle malattie cardiovascolari;
- Diete non salutari: un’alimentazione ricca di grassi saturi, zuccheri e sale aumenta il rischio di obesità e patologie correlate;
- Inattività fisica: uno stile di vita sedentario è associato a un aumento del rischio di malattie cardiache e metaboliche;
- Consumo eccessivo di alcol: l’abuso di alcol può portare a numerose complicazioni, tra cui ipertensione e insufficienza cardiaca.
Questi fattori determinano cambiamenti metabolici e fisiologici come:
- Pressione sanguigna elevata
- Sovrappeso/obesità
- Glicemia alta
- Colesterolo alto
La prevenzione non è un’azione da compiere solo in gioventù, ma un impegno costante per tutta la vita. La sfida per la sanità italiana? Passare dal semplice aumento della longevità a una reale promozione della salute lungo tutto l’arco della vita.
Lo studio CVrisk-IT per la prevenzione primaria
Investire nella prevenzione delle malattie non trasmissibili è la chiave per assicurare che gli anni guadagnati siano vissuti in salute e benessere, evitando una vecchiaia caratterizzata da disabilità e malattie croniche. Lo studio CVrisk-IT si inserisce perfettamente in questa visione di prevenzione, rispondendo alla necessità di un approccio mirato per ridurre il rischio cardiovascolare nella popolazione italiana.
Perché è importante? L’Italia è un Paese che invecchia e, con l’età, aumenta anche il rischio cardiovascolare. In questo senso, mantenersi informati su queste tematiche significa essere persone più consapevoli, che compiono azioni efficaci nella riduzione del proprio rischio cardiovascolare, evitando che i primi sintomi insorgano o posticipando il più possibile la loro comparsa.
Riferimenti
EUROSTAT (2023). Half of EU’s population older than 44.4 years in 2022. Fonte: https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/ddn-20230222-1#:~:text=On%201%20January%202022%2C%20the,the%20other%20half%20was%20younger Ultima consultazione 20/03/2025
NCD Data Portal – WHO (2025). Country: Europe.
Fonte: https://ncdportal.org/CountryProfile/GHE110/EUR Ultima consultazione 20/03/2025
Organizzazione Mondiale della Sanità (2025). Noncommunicable diseases risk factors.
Fonte: https://www.who.int/data/gho/data/themes/topics/noncommunicable-diseases-risk-factors Ultima consultazione 20/03/2025
Dott.ssa Maria Laura Pastorino
- Biologo Nutrizionista
- Fitness coach
- Medicina sistemica – PNEI
Sono biologa nutrizionista specializzata nella Medicina Sistemica, nella Neuroendocrinoimmunologia, nel rapporto tra lo stress il sistema di reazione e tutti i cambiamenti nella composizione corporea che questo comporta.
